Angeli

 
Enrico Andreini Un giorno il mio amico  andò a pescare; io,  mi incamminai lungo il sentiero che passa attraverso i campi, sperando di incontrarlo da qualche parte. L'aria era dolce e triste; dopo le piogge d'aprile il cielo appariva come un velo d'argento; la primavera è una bellezza inconsapevole… come la giovinezza. Grossi carri, trainati da mansueti buoi, sfilavano lentamente lasciando il profumo del fieno; passai vicino a una casa gialla con enormi portici scuri; sapevo che li tanto tempo prima avevano abitavano tre sorelle. Attraversai un ponticello sopra un piccolo fiume increspato da ondine; parevano migliaia di specchietti, l'acqua, a tratti sembrava, argento fuso. Oltre il ponte il frutteto era una festa di fiori; camminando, mi sembrò di entrare in un mondo irreale, ero, come Alice nel paese delle meraviglie, camminavo  fra alberi innevati di fiori rosa e bianchi. In una radura sorgeva un faggio secolare. La sua corteccia, era incisa con iscrizioni d'amore; piena di date e di nomi; provai a leggerne qualcuna. C'erano sogni, ansie, desideri, dietro quelle brevi parole. Erano sono speranze, aspettative, illusioni?.... Due cuori intrecciati con la scritta. –"Paul e Diana 1950 per sempre". Avranno mantenuto la loro promessa d'amore?  O non avranno potuto mantenerla? Le parole: -"Corinne ti amo." Seguite  da una data, era tutto quello che rimaneva a testimoniare una storia d'amore meravigliosa, ormai finita. A intervalli, mi sembrava di sentire un sospiro agitato… risatine soffocate… forse… era solo il rumore del vento fra i rami. L'amore, nella giovinezza, ha dimensioni smisurate; ha bisogno di scritte… col passare del tempo,  questo bisogno di lasciare scritte d'amore si affievolisce, diventando più ottusi,  non riusciamo più a ricordarlo… non riusciamo più a comprenderlo. Lampi di luce come riflessi di vetri, mi apparvero in mezzo ai fiori; mi inoltrai nel frutteto per scoprire di cosa si trattasse, non c'era niente. Il sentiero, si perdeva ondulando fino alla prima curva, chiuso alla vista nel suo  spumeggiante soffice alone sfociante in un biancore quasi accecante La luce nel frutteto, sembrò aumentare di intensità, forse a causa delle nubi bianche che diffondevano soffuse i raggi del sole. Ancora un riflesso laggiù… un altro più debole… più lontano. Un lampo di luce, provai a muovermi, quello, di nuovo scomparve. Mi fermai, aspettando con attenzione lo strano fenomeno ottico. Non ci volle molto; in fondo, in mezzo ai fiori, fluttuava qualcosa di semitrasparente, sembrava un filo di fumo… un raggio obliquo di luce… un picchiettio di puntini argentati. La tentazione di muovermi fece scomparire tutto; mi bastò voltarmi per vedere lontano, dietro di me lo stesso fenomeno, ancora più accentuato. Anche alla mia destra mi sembrò di scorgere a intervalli regolari quei misteriosi riflessi, galleggianti a mezz'aria, sempre in movimento. Sentendomi circondato provai un po' di paura,  guardai intensamente. Riconobbi fattezze umane bellissime, visi angelici si creavano e svanivano  in un secondo, corpi piccoli, sinuosi movimenti scomposti di braccia… capelli… seni. Nel frutteto fluttuavano esseri bellissimi semitrasparenti.
La scoperta mi procurò uno strano sentimento di eccitazione. La paura  svanì; perché avevo notato la loro inconsistenza, sapevo che bastava un movimento brusco o un nonnulla per farli scomparire. Enrico AndreiniEsseri bellissimi, diafani, vagavano nelle profondità del frutteto; erano ragazze semitrasparenti,  giovinette che giocano, si rincorrevano ignorando completamente la mia presenza. Se provavo ad avvicinarmi, si allontanavano, sparivano dietro ai tronchi degli alberi. Mi fermai, fissai il mio sguardo solamente su una sola figura; era una ragazza vestita di bianco con corone di fiori intrecciate sui lunghi capelli. Assieme alle altre giocava e danzava; mi sembrava di vedere una fotografia sbiadita… uno zampillo d'acqua… tutto scompare, la ritrovai più in là, poco distante. La luce nel frutteto andava calando di intensità; il sole si stava abbassando dietro agli alberi con pennellate rosse, rosa, gialle, lilla, i contrasti i riflessi apparivano più luminosi… le loro fattezze non le riconoscevo più.
In quell'ora serale le pozzanghere creavano altrettanti riflessi, si intravedevano i primi lumi alle finestre del paese vicino. Un altro poco e non sarei stato più sicuro di quello  che avevo visto; lentamente mi avviai verso casa, sul fiume luccicavano manciate di diamanti. A volte la vita non è come ce la aspettiamo; quando non rimane niente delle azioni reali, cosa può rimanere dei sogni? Delle illusioni? Dei giovanili amori? Forse nulla va perduto… la vita è costruita sui sogni oltre che sulle azioni reali. Di sogni brevi e sfuggenti… che durano… tutta… l'eternità, come il mio amore per te regina dei lupi… per te… solo per te che ho trovato essere diafano e danzante in un giorno di primavera in un frutteto fiorito, tra vecchie scritte d’amore incise su alberi da mani sconosciute. Quando per un solo istante ho in crociato il tuo sguardo ho capito… staremo insieme per l’eternità.
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