Incidente sulla FI-PI-LI

 
fantasmi Proprio oggi, è accaduto qualcosa che non avrei mai immaginato, che ha cambiato la mia vita, ho messo le corna a mia moglie con una sconosciuta.  Ero in auto sulla FI-LI-PI appena uscito dal lavoro intorno alle 14. Mentre guidavo, parlavo al cellulare, scambiavo due chiacchiere proprio con la moglie che in questi giorni è lontana da casa per un congresso di lavoro. Appena terminata la telefonata, una frenata improvvisa e forse complice la distrazione,  ho tamponato la moto che mi stava precedendo, che si era fermata ad un improvviso stop dovuto ai soliti infiniti lavori di questa maledetta superstrada. Non l'avevo proprio vista, complice anche il cellulare. Sulla moto tamponata c'era una ragazza  molto giovane che si è subito rialzata e immediatamente ha esaminato i danni alla sua moto. Poi  si è rivolta verso di me allargando  le braccia, come a chiedermi che diavolo fosse successo. Io sono sceso  dall'auto un poco spaventato e sconvolto per l’ accaduto; erano anni che non rimanevo coinvolto in un incidente d'auto. La ragazza era abbastanza seccata, ma, con fare gentile si è accertata che io stessi bene. Bhé  in effetti ero un pochino scioccato dall’accaduto… ma intero, la mia auto tutto sommato era intatta mentre, la moto  aveva subito un danno non pesante ma comunque abbastanza evidente. La sconosciuta mi chiese se fossi assicurato, mentre gli rispondevo di si, prendevo i documenti e il modulo per constatazione amichevole, poi mi sono appoggiato sul cofano per compilarlo, mentre l’investita osservava da vicino il danno. Durante la  compilazione  mi sono accorto che la giovane mi lanciava occhiate, a dirla tutta, puntava decisamente il mio basso ventre, come se stesse soppesando pesi e misure. Non sono certo Richard Gere o un altro attore, ma, dicono sia ancora un bell’uomo. Sono alto più di un metro e novanta snello, con capelli brizzolati e tutto sommato a 56 anni faccio ancora la mia figura, non sarò più l’atleta che ero negli anni 70, ma insomma non mi lamento. Va anche detto che oggi, come sempre ero vestito con particolare attenzione e con mise particolarmente giovanile  cosa che non ha mancato di attrarre la giovane che nel frattempo era giunta accanto a me. Indossavo pantaloni neri con inserti in pelle di Roberto Cavalli, il mio stilista preferito, sopra avevo una camicia anch’essa nera con al centro del petto il viso di una medusa bianca, anch’essa di Cavalli, per natura sono un uomo abbastanza intraprendente, certo non posso definirmi un timido… non lo sono mai stato. Ma, oggi non ho dovuto certo faticare per attaccare due chiacchiere, quella tipa  mi squadrava in modo così intenso che mi ha fatto sentire diverso dal solito. Per lunghi attimi ci siamo scambiati sguardi profondi. Oddio, c’è da  dire che la bimba era veramente intrigante; alta circa uno e settanta, capelli biondi lisci e lunghi che arrivavano alla schiena e una presenza fisica tutt' altro che disprezzabile, anche se la trovai carente di seno. Pensai tra me e me cosa stessi facendo; stavo amoreggiando con un ragazza sconosciuta, che poteva avere l’età di mia nipote o poco più. Non riuscivo a capire cosa mi stesse capitando, non ho mai attaccato così altre donne, sono sempre stato  fedele a mia moglie, ma in quel momento...mah… sarà stata la paura, cercai di togliermi quei pensieri dalla mente. In quel mentre la ragazza, lasciandomi di stucco si fece esplicita con una frase che non lasciava dubbi. – “Beh, signor Enrico,  dopotutto la mia moto non ha subito niente di che, non vorrei che avesse problemi con la sua assicurazione... sa si dice che dopo ogni incidente l’anno dopo aumenta il premio. Solo che  a me non va di andare via senza un qualche "risarcimento", sa com'è... si potrebbe andare da qualche parte e risolvere l'incidente fra noi, a quattr'occhi... altrimenti potrei sempre far presente che mentre mi tamponava stava al cellulare e questo non le gioverebbe in alcun modo, né per i punti della patente, né verso sua moglie… è sposato vero? Invece se lei mi offrisse qualcosa la faccenda si chiuderebbe in una bolla di sapone.” Li per li non credevo alle mie orecchie, le cose erano due o mi stava estorcendo dei soldi o mi stava apertamente invitando ad avere dei rapporti con lei… che sul momento non sapevo di quale tipo.  La mia prima reazione fu di sorpresa, per chi mi aveva preso? Per un attore o che so io? Oppure era una puttanella da quattro soldi, sempre che mirasse a qualcosa oltre ai soldi. – “Se è ai soldi che si riferisce, quantifichi il danno e vediamo.” Risposi con un viso tra il sorpreso e l’incredulo. Avrei voluto che qualcuno mi stesse riprendendo con telecamera per poi rivedermi con calma al rallentatore. Però c'era qualcosa di diverso in me oggi, volevo anche capire cosa fosse quel qualcosa. Così continuai. – “Se invece si accontenta di una mia prestazione… bhé cosa dire signorina, sono a sua completa disposizione.”  Riflettendo debbo dire che a qualunque cosa si riferisse in un certo senso aveva ragione. Se fossimo andati avanti con la procedura avrei sicuramente pagato una cifra non indifferente e anche il mio livello della RCA sarebbe salito non poco, invece avrei potuto cavarmela con poco, magari con 200-300 euro, magari la bambina aveva bisogno di soldi subito per qualcosa e la moto era o del padre o del ragazzo ai quali avrebbe trovato una scusa. Mhà, mi dissi… cazzi suoi. Comunque al di la della mia spavalderia, era  pur sempre una ragazza di 20-25 anni, 30 anni meno di me, avrebbe potuto essere mia nipote, in poche parole me la sarei rigirata a modino. Non avevo impegni quel pomeriggio, mia moglie era fuori città. Decisi quindi di accettare la sua proposta. A quel punto con mia sorpresa lei con piglio da tigre che non ammetteva repliche mi disse di salire sulla mia auto e seguirla senza fare storie. Dopo un paio di chilometri entrò in un parcheggio, io con lei, smontò, la seguii verso degli edifici. Sul momento non mi ero accorto dove fossimo, solo allora mi resi conto che stavamo entrando al motel per automobilisti di Rosignano est. Pensai che era proprio una poco di buono, in fretta la raggiunsi, la fermai chiedendogli cosa avesse in mente. Lei rispose che avremmo (a mie spese, ovviamente) affittato una stanza per qualche ora (qualche ora ?!) , lì avremmo tenuto fede al nostro accordo. Spiazzato dalla strana piega che avevano preso gli eventi, mi adeguai sperando che tutto terminasse velocemente, anche se iniziavo a sentire un "qualcosa" di strano dentro di me, la cosa peggiore era che  stava velocemente prendendo il sopravvento su di me. La camera era l'ultima della fila di un edificio basso ad un solo piano. Entrammo, aprimmo le tende scure facendo filtrare la luce del sole pomeridiano, iniziando a metterci più nostro agio possibile. Lei si era tolto il giubbotto e m’invitava ad avvicinarmi, appena vicino mi afferrò rudemente, la cosa mi piacque da matti. Mi tolse la camicia,  rimasi a torso nudo, lei con un balzo quasi felino si fece ancora più vicino, mi baciò sensualmente e con forza,  mi feci prendere dalla voglia come non mi era mai successo, sentivo le sue labbra sulle mie e la sua lingua farsi strada nella mia bocca, risposi facendo altrettanto fu un bacio infuocato pieno di passione ed eros. In quello stesso istante caddero le mie inibizioni, avevo una ragazza giovane, vogliosa, forte, che altro non voleva che essere posseduta. Sentii una sensazione potente dentro me, percepivo un calore giù fra i reni e da lì più in basso, fremevo, tutto il mio corpo era in tumulto, persi il controllo e senza rendermi conto godetti, ebbi un orgasmo, stavo venendo, incredibile questa ragazza mi aveva fatto venire solo con un bacio!!! La bambina capì ciò che era avvenuto, mi  sorrise con dolcezza, si avvicinò di più, ero di nuovo in preda alla voglia, sentivo i miei umori tracimati bagnarmi gli slip. Lei mi tolse i pantaloni, accarezzò l'interno delle mie cosce e poi più su, infilò le dita sotto gli slip, le ritirò colme dei miei liquidi e se le mise in bocca gustando ciò che era appena uscito dal mio ventre. Rimasi scosso, non credevo possibile ciò che stavo vedendo, lei stava leccandosi le dita bagnate delle mie voglie, la cosa mi fece traballare sulle gambe, mi fece eccitare ancor di più talmente tanto che subito ebbi un’erezione spaventosa. Pensare che lei non mi aveva ancora toccato. La giovane assistette alla scena, mi baciò di nuovo e in preda al piacere iniziando a svestirsi. La aiutai, gli tolsi i pantaloni, afferrai i suoi  seni piccoli e sodi, li feci uscire dalle coppe del corpetto di pizzo lasciando che si posassero su di esso, erano piccoli ma ben sodi e l'eccitazione li aveva resi ancor più duri, i capezzoli rossi sembravano congestionati, tanto  spuntavano, erano duri come chiodi. Le tolsi la camicia che fino a quel punto era rimasta aperta sulle spalle, rimase davanti a me con il corpetto e dei minislip quasi inesistenti, aveva un corpo perfetto.  La fretta d’improvviso non aveva più senso, eravamo solo io e lei… nessuno altro. La ragazza  prese le mie mani e le indirizzò verso il suo pube, la accarezzai, mi inginocchiai davanti  a lei e con infinita lentezza gli tolsi gli slip. Mi rialzai e sempre con lentezza le tolsi il corpetto liberando i seni da quella stretta camicia di forza… poi… poi finalmente la guardai nella sua nudità… rimasi senza fiato, era bellissima semplicemente bellissima… una dea dell’amore, Venere in persona scesa sulla terra.  Lei mi prese di nuovo per mano, mi accarezzò il viso e iniziò a baciarmi ovunque, le sue labbra calde passavano e ripassavano sul mio collo, le mie spalle, i miei seni e poi giù verso l'ombelico che venne esplorato dalla sua ruvida linguetta. Poi scese ancora, con la sua lingua girava vorticosamente intorno al mio pene, pene che nemmeno sfiorava. Poi con gesto veloce e deciso lo ingoiò di botta muovendo la stessa a velocità folle su e giù… in pratica mi stava scopando con la bocca. Ero in preda a sensazioni squassanti, mi sentivo caldo, il mio corpo trasudava piacere, le sue mani correvano qua e là, stropicciandomi tutto e strizzandomi i capezzoli con tutta la forza. Lì disteso sul letto di un motel con una giovane mai vista prima  mi contorcevo come posseduto da un demone. Ebbi nuovamente un orgasmo alluvionale uno tsunami di umori, che la mia giovane amante ricevette in pieno viso e bevve come un’assetata alla fonte. Finalmente venne il mio turno di passare all'azione, mi alzai, vidi in uno specchio il mio corpo sudato e stranamente di nuovo voglioso, neanche avessi assunto del viagra. Vidi la mia amante alle mie spalle cingermi e dolcemente baciare la mia testa pelata e soppesare con un abile sguardo il mio pene di nuovo eretto. Stringendole le sue mani mi voltai, la guardai e capii che null'altro da oggi in poi ci avrebbe divisi. La baciai mentre le mie mani esploravano il suo corpo, sentivo i suoi muscoli  tesi verso di me come una arco pronto a scagliare la sua freccia. Mi abbassai,  mordicchiai e baciai i suoi capezzoli, cosa che la fece mugolare come lei aveva fatto mugolare me. Leccai e baciai i suoi addominali finemente scolpiti,  finalmente scesi trovandomi di fronte la sua valle del piacere aveva una sottile striscia di peli curatissimi del tipo ultimo dei Mohicani. Non passai subito all’azione con la mia lingua, la saltai, lei sembrò contrariata, io la distesi sul letto e con la  lingua moderno Magellano, circumnavigai tutto l’incavo delle sue cosce, ritornai all’ombelico, dove un piecing faceva bella mostra di sé, ci giocai con la mia lingua, la ragazza sembrava gradire pienamente le mie scelte.  Lei mi serrò in una mano il pene, lo teneva fra le dita e lo brandiva a mò di scettro, mentre con l'altra mi tastava le  grosse palle pelose. Alzai lo sguardo verso di lei, la vidi in un momento di trasfigurazione trascendentale, aveva gli occhi rovesciati all’indietro… respirava affannosamente, in quell’attimo capii che era giunto il momento. Entrai con la mia lingua in quella valle di Elah, la trovai piena di umori che sapevano di muschio selvaggio la assaporai dolcemente mentre la mia compagna miagolava dolcemente. Per dare più forza alla mia azione spostai le mie mani sul magnifico sedere della mia amante affondando dentro le unghie in quelle marmoree natiche. Anche il mio respiro era affannoso ma volevo portare a compimento quell'impresa, ci riuscii a pieno quando la mia giovane amante tirato un gridolino più forte, mi venne dolcemente sulla lingua. La fase infuocata dei preliminari adesso si poteva ritenere conclusa. Stava per giungere l'atteso momento nel quale i nostri due corpi si sarebbero uniti. Ero pronto, mi misi su di lei dominandola con la mia mole. Con le dita mi accertai che la sua micetta fosse lubrificata a dovere, all’esplorazione mi sembrò  un lago bollente. Quindi la penetrai e lo feci in un solo, potente e devastante colpo. La ragazza urlò di piacere con tutto il fiato che aveva in corpo. I nostri corpi erano uniti in un devastante abbraccio, sentivo le sue tettine premere contro il mio torace, sembravano lance acuminate, sembravano esplodere da un momento all’altro. Urlai il mio piacere, la giovane mi implorò di non fermarmi, godeva con tutta se stessa la sua gattina infiammata erafoto di enrico andreini allagata di umori più di prima, ogni botta era un orgasmo ed ogni volta il mio pene sembrava arrivare sempre più in profondità. Non era più in possesso delle sue cognizioni. Io non sapevo quanto sarebbe durato,  francamente non me ne importava,  mi ripresi solo quando venni la prima volta, la bionda mi tenne dentro di sé. I mie fiotti caldi di sperma si mischiarono con i suoi umori. Urlammo all’unisono, finalmente venne anche lei, era spossata e indolenzita, guardai un orologio erano le 17 più o meno  tre ore da quando avevamo iniziato; con mia moglie al massimo durava dieci minuti. Il fatto è che lei non sembrava affatto sazia, e io inspiegabilmente ero pieno di energie, oserei dire che ero tornato ai tempi della ragioneria, ero di nuovo in tiro… dritto e duro come marmo. Allora lei cavalcò me, sembrava un’amazzone ninfomane. Sembrava me lo volesse  piegare… stroncare con la sua passione, con la sua anima e il suo corpo, sembrava morire di piacere. Ci volle circa un’ora  prima che venissi ancora,  un’ora durante la quale mi  montò come si monterebbe uno stallone selvaggio. Fu un’ora di assoluto godimento alla fine della quale le venni ancora dentro. A quel punto pensai di avere un po’ di tregua ma non fu così, la mia amante era instancabile, dolcemente mi sussurrò all’orecchio. – “Sei pronto per il secondo atto?” Sulle prime non capii, ma lei insinuò una mano nel solco del mio culetto allora ebbi la precisa idea di ciò che mi attendeva. Chiesi solo un attimo per riprendermi e dolcemente le sussurrai all’orecchio che non avevo più vent’anni, non sapevo se ce la facevo ad esaudire la sua richiesta. Lei fu subito fra le mie braccia, iniziò dolcemente come sua abitudine a coprirmi  di baci e leccatine tutto il corpo. Una volta tornato duro, volle che mi mettessi alle sue spalle, potei sentire tutta la sua prorompente e giovanile veemenza premere contro di me. La sua schiena era appoggiata al mio pene. Poi di scattò si inginocchiò con il viso all’altezza del mio pene, lo succhiò, mentre con le dita piene di saliva si  umidificava il suo buchetto. Nonostante tutto questo la penetrazione fu sconvolgente, mai provato tanto dolore lei era stretta, il filetto del mio pene sembrava rompersi da un momento all’altro, ma non avrei scambiato quei momenti con niente altro. Una volta passato il dolore iniziale la salita verso l’apice della lussuria fu appassionata e appassionante, mi guardavo nello specchio che stava accanto al letto vedevo il mio volto trasfigurato dal piacere vedevo la mia lei con gli occhi rovesciati dal piacere, pareva in estasi. Io avevo i muscoli tesi per continuare quello sfondamento, sentivo il mio pene durissimo ed enorme, non sembrava nemmeno il mio nella sua pancia. Sentivo che saliva  sempre più su quasi a uscirle dalla bocca, cambiammo più volte posizione, senza mai togliere pene dal suo culetto, alla fine crollammo entrambi sulla moquette fradicia del nostro sudore e del nostro amore,  venni  ancora, le  venni nel culo sentivo i miei getti nelle sue viscere. Lei non era certo inibita, sembrava non provare  vergogna a goderne. Alla fine della serata mi disse che dopo pranzo aveva scoperto che il suo ragazzo la tradiva, si era talmente arrabbiata da giurare che lo avrebbe tradito con il primo che passava. Poi l’incidente, il fatto che fossi secondo lei un bell’uomo maturo, che per contro una sua amica gli aveva raccontato di aver avuto una storia con un over cinquanta e che era stata una esperienza appagante… bhé messo tutto insieme perché non provare, così nacque quel meraviglioso irripetibile pomeriggio d’amore con Giulia.
Design downloaded from free website templates.